Quattro nomi avrò per te

Ti darò quattro nomi,
uno per ogni stagione.
Quando il cielo diventa
una lama e non sbocciano
più le rose, ti chiamerò
neve che tutto ricopre.
E distesa starò su di te
a disegnare angeli e sirene.
Verranno allora fili verdi
e macchie come fiori sui prati,
ed io ti chiamerò acqua che
viene a riempirmi gli occhi.
E distesa starò dentro te
come nel ventre di mia madre.
Poi sarà fuoco e pioggia
e polvere col vento e
tra le dita dei piedi scalzi
ed il tuo nome sarà mare.
E distesa starò a guardarti
costruire castelli di sale.
E quando il crepuscolo finisce
nel colore delle foglie e nudi
esibiscono gli alberi vanità,
ti chiamerai averla maggiore.
E trafitta starò a guardarti
trasformare il mio corpo in pane.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
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