L'invidia di Orfeo

Ci appariranno in sogno
e proveremo con le mani
ad ordinare stelle sul
pallottoliere; io e te.
Ero bambina e mi si
illuminava il viso
dei versi maledetti
di Baudelaire.
Siamo fraseggi, nel vento
che scompiglia la brughiera,
gigli mitologici di carne e
voce, rocce inerpicabili.
Sulla scoscesa, lenta
arrampicata del tuo mento,
ti affronto col fioretto dei
miei occhi meno attenti.
Quasi incosciente, nel
dormiveglia e con la schiena
contro la mia schiena -Orione-
sussulti come fanno i fiordalisi.
E da una vecchia galassia
ci invidia triste Orfeo,
stringendo la sua lira
contro il petto.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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Mario Bugli1 dicembre 2008
Questa interessantissima poesia dovrebbe fare invidia non solo a Orfeo ma anche a tanti autori del sito...è chiaro che trattasi di versi da legere con attenzione per assaporarne fino in fondo la delicata finezza... tra l'onirico e il classicheggiante regala generosamente emozioni con versì opportuni e per niente scontati!
