Una rosa nel traffico
Da un diario di viaggio
Guardo dalla finestra del taxi, accanto, nel traffico, alla stessa velocità un motorino con sopra tre donne: alla guida la madre in una djellabba nera con il viso coperto, dietro di lei, sulla sella, un'adolescente con il foulard in testa e lo sguardo basso.
Dietro sul portapacchi una bimba. Avrà dodici anni, veste una tunica bianca, ricamata e leggera che fa intravedere un corpo sottile e ben proporzionato, il seno appena accennato annuncia il nascere della sua femminilità, guarda lontano. Ha i capelli neri neri raccolti ed in mano una rosellina di un rosso acceso.
La strada è piena di rumore: macchine, autobus, calessi, asini e carretti trainati a mano. La madre fa fatica a districarsi con il motorino nel caos dell'incrocio.
Ma per la ragazzina il tempo si è fermato, non sente nulla, la osservo, ha gli occhi socchiusi, odora la rosa, ha un sorriso beato e sognante velato da una malizia inconsapevole.
Provo ad immaginare i suoi pensieri, le sue fantasie, i teneri turbamenti.
Immagino il profumo nella rosa che fa da sfondo alle sue emozioni.
Riguardo la madre col volto coperto e la sorella dallo sguardo basso e dimesso.
Fra me e me chiedo al destino di permettere sempre a quella piccola donna di vivere le proprie emozioni senza doverle nascondere...di viverle sempre come ora con il vento che le accarezza le gote spargendo nell'aria il profumo delle sue sensazioni
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