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Introspezione 2 dicembre 2008 · lettura 1 min · 1170 letture

Il Cortile

G
Gian Genta 36 poesie pubblicate
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La testa posata sulle braccia il balcone del quinto piano il vaso del basilico soffocato dal tempo. Ho visto ragazzi correre le scarpe battere la terra nera la fionda in tasca le biglie nell'altra . Faccia sporca cerbottana in vetro fazzoletto legato al ginocchio. Il gruppo fuma sigarette alla menta nella capanna fatta con legna rubata al cantiere. Odore di gatti di lenzuola pulite. Mi volto nessuno mi cerca. Mamma lavora e cuce tira il filo con i denti. Non so cosa continuo ad aspettare. Come sono grandi i grandi. Le rondini come girano veloci le rondini. Vivo il calore familiare del cortile di via Tasso. Non è una mattina come le altre ho paura di qualcosa . Non sarò più bambino.
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L'autore
Gian Genta

Gian Genta 64 anni è nato Savona dove risiede. Personalità complessa ed inquieta, autodidatta, si dichiara impegnato nel rifiutare ogni principio accademico, sia per soddisfare la ragione dei suoi errori, sia per non sentirsi strozzato dalla gratitudine verso un qualche maestro. Come scrittore nel 2002 esce la sua pr

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Commenti (3)

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Caterina Viola Scimeca2 dicembre 2008

Mi è piaciuta! Traspare il calore familiare della routine quotidiana, il calore delle cose semplici e scontate( la mamma tira il filo con i denti; la voglia di rompere la monotonia del giorno e la paura di perdere questo scrigno di sicurezze.

Rasimaco3 dicembre 2008

letta e riletta questa composizione intensa, in cui ogni cosa trova la sua collocazione ben precisa in una posizione determinata ed a se stante come se si trovasse lì da secoli a creare lo sfondo d'un quadretto d'altri tempi dal calore familiare... ma nella chiusa sorge un dubbio come se l'autore nei panni di un ragazzino sentisse l'approssimarsi di un evento che lascerà su di lui un ricordo indelebile... quel cortile di via Tasso... stupenda ed eccezionale poesia.

Rosetta Sacchi17 agosto 2017

Tutto è a suo posto, tutto sembra in ordine. Forse è un ordine che va bene per i grandi. L’autore (bambino) riflette “come girano veloci le rondini”, “ come sono grandi i grandi”. Forse il bambino riflette sul tempo che fugge, forse prende vera coscienza della realtà dei grandi, giacché pare in attesa, di un qualche cambiamento che però ora ignora. E’ un tipo di attesa, tra ansia e paura, che ci interroga e ci lascia senza risposte, in un quadretto chiaro nei colori e nei dettagli.