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Introspezione 3 dicembre 2008 · lettura 1 min · 2460 letture

Scriviti

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Gian Genta 36 poesie pubblicate
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Scriviti non hai bisogno di parlare scrivi almeno due righe per dire quanto poco importa la tua compassione. Scrivi per dare un senso al tuo misero compiacimento. Sei il migliore dei genitori. Sei il migliore dei figli. Sei il migliore dei pretendenti nudo e sottomesso alle ragioni del pudore della pietà, del disagio e del vivere tra gli uomini. Scrivi anche se l'alito di un verso può farti il torto d'essere onesto. Scrivi per amore non per condanna. Scrivi a te stesso le nostalgie e quella illusione di verità che sei riuscito a strappare al tuo orgoglio. Racconta il coraggio che non hai avuto le vertigini del dolore le campane del tuo cuore il silenzio che ride. Non hai bisogno di parlare per migliorare il tuo egoismo scrivi le parole che hai dentro scriviti e rileggiti il primo è un modo di essere il secondo un modo di esistere.
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L'autore
Gian Genta

Gian Genta 64 anni è nato Savona dove risiede. Personalità complessa ed inquieta, autodidatta, si dichiara impegnato nel rifiutare ogni principio accademico, sia per soddisfare la ragione dei suoi errori, sia per non sentirsi strozzato dalla gratitudine verso un qualche maestro. Come scrittore nel 2002 esce la sua pr

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Commenti (2)

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mp47pasquino3 dicembre 2008

Intrigante incitamento a dichiararsi e donarsi con un impegno che non da' e non concede mezze misure... Letta con piacevole attenzione.

Rosetta Sacchi16 agosto 2017

In troppi dicono di scrivere per se stessi, mentre si illudono di farlo o vogliono che gli altri lo credano. Questa poesia dice cosa significa scrivere. Scrivere è nel contempo respirare, nutrirsi, amare, comprendersi, consolarsi, sperare, abbattersi, risollevarsi, raccontarsi e migliorarsi. Farlo senza paura, senza condizionamenti, senza obblighi, in piena libertà. E’ espressione dell’anima che non ha bisogno di alcuna veste per aprirsi al mondo. Non c’è bisogno di parlare. con l’autore. Della parola, chi ascolta, ne fa l’uso che vuole. L’adatta a sé, ai suoi bisogni, al suo “stile di vita”. “Scriviti e rileggiti/il primo è un modo di essere/il secondo un modo di esistere”. Ora capisco perché lo faccio.