Il silenzio della regina delle parole

I miei sudditi in rivolta,
non riesco a trovare una chiave
per riportarli in fila a raccontarti
la sensazione che ho di te vivo,
ammanettato alla mia schiena.
Che ti direi se solo disponessi
di fiato e corde e carta,
forse il limite appena
dei tuoi sorridimi e mi basta.
Vorrei tenerti stretto fino alla fine.
L'ultima fiche nascosta contro il petto.
E basterebbe il cuore, nudo,
il battito del rosso nelle tempie,
e ciocche sulla fronte e perle,
e darti il corpo come un libro
per ciechi e la voglia di imparare.
Dunque è paura, la morsa che ci stringe.
E che mi vuole muta, come assente.
E' amore, proprio quando non lo aspetti:
Fatico a chiamarlo per nome.
E istanti di rugiada e mezzalune rovesciate.
E prendimi e spaventami
di non saprei dimenticarti.
E prendimi e rivestimi.
Ridammi la parola.
Ed io come regina a mescolare il fondo
del mio cuore più torbido e impaurito.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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Francesca Coppola5 dicembre 2008
Si legge d'un fiato, è un susseguirsi di emozioni, sensazioni, di desideri e volontà sopite. Piacevole.
Mirella Crapanzano5 dicembre 2008
E' un dialogo a più voci, che ritma emozioni, sensazioni a volte difficili da esternare e per questo "in rivolta"... bellissima poesia
