Via Gramsci si cambia
Nei solchi del viso
gli anni d'asfalto,
di stesse domande
passate in sottofondo
quella scialba divisa
alterna stagioni,
dentro una gabbia
trasporta pensieri
di notte la strada
allunga le ore,
che nel solito giorno
il traffico dimentica
qui c'è un grido sopito
che nessuno ascolta,
ripercorre la vita
nell'ennesimo tragitto
quell'occhio stanco
scruta dallo specchietto,
gli umori della gente
intrecciarsi e sparire
una città che invecchia
cambiando la pelle,
tra nuovi alveari
e semafori a cerchio
un dolore perverso
ad ogni fermata,
nei limiti d'età
l'ultimo capolinea
©
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