Apocalisse

vertigini ventricolari
al cardine dell'universo
che spezza e che miscela
si impiccano le stelle
ai moncherini rugginosi,
sul braccio dei lampioni
sospirano le fronde
nelle riserve ritagliate
al freddo dei balconi
sconfitto il suono
marciano gli eserciti
di resina verso la luce
l'estetica si maschera
driblando le tagliole
sul palinsesto della vita
sfuggiti al fango
per somigliare a Dio
mangiamo mele in polvere
spinse via il grande,
il piccolo, che si scoprì
tutto d'un tratto vecchio
vendonsi mondi virtuali
per ogni tasca e gusto
gradite le prenotazioni
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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E
Edoardo Iosimi29 dicembre 2008
non c'è da cercare la somiglianza, Dio è in noi. il paradiso è terrestre. eden. troppa razionalità intorpidisce i movimenti delle nostre ali.