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Dialettali 11 dicembre 2008 · lettura 2 min · 4517 letture

Sempre in fila

Paolo Eroli 438 poesie pubblicate
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Quantu so' triste se vardo quella fila davanti a lu sportellu de le poste, tutti lli'visi cotti de fatica e l'occhi sempre pieni de risposte, chi se lamenda de quella pusizione, chi cerca lu cunsiju de n'amicu, chi cerca a fa' lu furbu pe' fa ' prima chi cerca de fa' anco' lu juanottu... 'na vecchietta arpiegata su un bastone e' gia du vorde che a terra s'e' appuggiata e n'andru che facenno lu bbuffone fa finda d'ave' rmediatu na pistata... sembra propriu de sta' a la succursale dell'ufficiu 'nvalidi civili o dendro che succursu d'ospedale do arcucioni li taij co li fili, ma è dalle quattro che fanno li' la fila davanti a quella porta che era ancora notte due o tre portavano la pila che andru mozzarella e mele cotte, dimme 'mpo' se anche a te te pare umanu che doppo tant'anni de lauru ancora so costritti a stenne la' la manu stritti unu su l'antru su lu muru... sti pori vecchi in fila a fine mese pe quilli du' sordi di pinzione non magnanu e ngannano l'attese pe pagasse li sordi de piggione, ma so' fij de 'na ggenerazione precedente po' doppo tocchera' alla nostra, aspettanno la fine de currende come seggiole de ferru de na ggiostra!
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neipiccoli paesi, ancora si vede questo viver male il primo del mese davanti alla porta dell'ufficio postale dove vanno gli anziani a ritirare la pensione... una cosa che fa' veramente male... fanno la fila da prima dell'alba...

L'autore
Paolo Eroli

la mia evoluzione artistica e' iniziata tardi...prima ero in altre faccende affaccendato...ero infatti un Capo Gest Sup.re delle FS....intento nelle paghe...turni di servizio..amministrazione del personale della Stazione di Terni....poi mi e' stata prospettata la poss di andare in pensione...e ho accettato perche' risc

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Commenti (9)

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Rosy Marchettini11 dicembre 2008

questa realtà viene vissuta anche nelle grandi città...anche nella capitale del mondo! Hai soluzioni? piaciuta moltissimo ed apprezzata tanto, tanto

Saverio Chiti11 dicembre 2008

Bella poesia che parla del disagio dei nostri cari "vecchietti" costretti ad una lunga fila per avere ciò che in lunghi anni hanno maturato cin il sudore. l'autore riesce con questi versi a far capire il loro disagio. piaciuta, molto.

L Falchero11 dicembre 2008

il disagio sociale è sempre profondo e colpisce tutte le fasce più deboli... dai piccolini parcheggiati tra asili e altro agli anziani che fanno la fila per la pensione . Una pensione che non garantisce nemmeno una vita decorosa. ...Finché non si avrà cura dei deboli e delle minoranze non si può parlare di vera civiltà ...bella poesia che descrive una triste attesa magari al freddo fin dalle prime luci dell'alba

Cuccu Anna Maria11 dicembre 2008

Purtroppo è proprio così. Fanno la fila dall'alba per quella misera pensione quei vecchietti. Ore e ore in piedi in fila, con qualche altro "furbo" che riesce a passare senza rispettare il turno. Apprezzata.

Anna Maria Obadon12 dicembre 2008

Questi versi mi fanno pensare al detto: " Rido per non piangere!"Triste realtà di un mondo che non ha cura dei suoi anziani senza pensare che prima di diventare vecchi sono stai forti, giovani e si sono impegnati fino allo spasimo per tirare la carretta. E' triste una società come la nostra e sembra che non si possa far nulla per cambiare qualcosa... e la giostra gira! Bella poesia ricca di sentimento.

Antonio Biancolillo12 dicembre 2008

Bellissimo spunto dialettale per questa riflessione. Succede in tutte le città e non ci possiamo fare niente. Piaciuta

A
Aminam12 dicembre 2008

Svanisce la tristezza di fronte a versi cosi... come dire semplicemente belli. Come sempre.

Mirella Crapanzano12 dicembre 2008

La nostra è una società ignorante e decadente, e per questo che gli anziani sono, insieme alle persone più deboli, dimenticati, offesi, umiliati da pensioni da quattro soldi, dopo anni di fatica, di lavoro, di esperienza... invece di fare tesoro di questa esperienza, invece di elevarli alla dignità di una vita spesa, vengono poco considerati. Bellissima poesia, .

S
Sabrina Balbinetti12 dicembre 2008

bellissima versione vernacolare di un'istantanea dei giorni nostri