Sempre in fila
la mia evoluzione artistica e' iniziata tardi...prima ero in altre faccende affaccendato...ero infatti un Capo Gest Sup.re delle FS....intento nelle paghe...turni di servizio..amministrazione del personale della Stazione di Terni....poi mi e' stata prospettata la poss di andare in pensione...e ho accettato perche' risc
Commenti (9)
questa realtà viene vissuta anche nelle grandi città...anche nella capitale del mondo! Hai soluzioni? piaciuta moltissimo ed apprezzata tanto, tanto
Bella poesia che parla del disagio dei nostri cari "vecchietti" costretti ad una lunga fila per avere ciò che in lunghi anni hanno maturato cin il sudore. l'autore riesce con questi versi a far capire il loro disagio. piaciuta, molto.
il disagio sociale è sempre profondo e colpisce tutte le fasce più deboli... dai piccolini parcheggiati tra asili e altro agli anziani che fanno la fila per la pensione . Una pensione che non garantisce nemmeno una vita decorosa. ...Finché non si avrà cura dei deboli e delle minoranze non si può parlare di vera civiltà ...bella poesia che descrive una triste attesa magari al freddo fin dalle prime luci dell'alba
Purtroppo è proprio così. Fanno la fila dall'alba per quella misera pensione quei vecchietti. Ore e ore in piedi in fila, con qualche altro "furbo" che riesce a passare senza rispettare il turno. Apprezzata.
Questi versi mi fanno pensare al detto: " Rido per non piangere!"Triste realtà di un mondo che non ha cura dei suoi anziani senza pensare che prima di diventare vecchi sono stai forti, giovani e si sono impegnati fino allo spasimo per tirare la carretta. E' triste una società come la nostra e sembra che non si possa far nulla per cambiare qualcosa... e la giostra gira! Bella poesia ricca di sentimento.
Bellissimo spunto dialettale per questa riflessione. Succede in tutte le città e non ci possiamo fare niente. Piaciuta
Svanisce la tristezza di fronte a versi cosi... come dire semplicemente belli. Come sempre.
La nostra è una società ignorante e decadente, e per questo che gli anziani sono, insieme alle persone più deboli, dimenticati, offesi, umiliati da pensioni da quattro soldi, dopo anni di fatica, di lavoro, di esperienza... invece di fare tesoro di questa esperienza, invece di elevarli alla dignità di una vita spesa, vengono poco considerati. Bellissima poesia, .
bellissima versione vernacolare di un'istantanea dei giorni nostri







