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Poesia 13 dicembre 2008 · lettura 1 min · 3821 letture

Non chi dice Signore Signore

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Lavacri di coscienza, le chiese affollate la notte di Natale l’orgia dell’ipocrisia si compie ed è subito festa isteria di sepolcri imbiancati, mercanti nel tempio e farisei, che il Maestro non può con la frusta cacciare Lui è già fuori, tra il suo popolo afflitto tra i mendicanti e i derelitti tra i moribondi, gli storpi e i senza tetto tra le giovani schiave, moderne maddalene mentre gli occasionali e intabarrati fedeli ostentatori di pubbliche virtù dopo essersi battuti i pugni sul petto si scambiano l’effimero segno della pace.
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L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (16)

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Marco Canonico Baca817513 dicembre 2008

Ennesima poesia sull'amarezza del Natale e la sua falsità... seppur scritta davvero bene, comincia a far pensare che forse c' è un buono in ogni creatore di questa nuova categoria "pre- natalizia" che pubblica (me compreso) il suo dissenso verso il consumismo, benpensanti, bigotti. Una mano sulla coscienza di tutti, ricordandoci che Natale è ogni giorno. Lettura comunque affascinante, piaciuta.

L
Libera Mastropaolo13 dicembre 2008

E' una poesia vera, dai toni forti che mi ha fatto riflettere tantissimo: tutti siamo sepolcri imbiancati e, mentre fuori c'è la povertà anche la notte di Natale, noi, ipocriti, ci battiamo il petto nella casa del Padre e noncuranti, ci scambiamo i fatui auguri per la festa esteriore tralasciando il Natrale del cuore. Davvero bellissima.

Rosy Marchettini13 dicembre 2008

Versi mirabilmente scritti da una penna ben allenata, versi duri ma empi di verità assoluta In Chiesa a salutare il Signore e poi... stretti nel loro io non guardano chi seduto sulle scale tende loro una mano, forse per un tozzo di pane, o un bicchier di vino... non sanno che il signore è in quell'anima Bellissima poesia piaciuta particolarmente anche per il coraggio dell'autore di denunciare chi si approfitta del Signore prendendolo leteralmente in giro! Piaciutissima, applausi Mario, fragorosi e numerosi da questo gran teatro

Saverio Chiti13 dicembre 2008

io direi: " non chi invoca al Signore vive poi nel suo nome" cioè come scrive l'autore, feste come questa del Natale, ma anche altre sono viste e vissute per lo più come occasione di consumismo e molti veramente non perdono occasione di far ammenda, ...per poi continuare a coltivare i loro meschini scopi. comunque io credo anche che vi sia "un Natale" diverso, vissuto da uomini e donne in maniera più umana e dedicando tempo a chi veramente soffre, solo che loro non lo fanno solo a Natale, ma quotidianamente. non pensate che siano mosche bianche ci sono, esistono. Poesia che purtroppo rispecchia la società odierna, sempre poco presente nel sociale. ...molto piaciuta.

Berta Biagini13 dicembre 2008

Sono versi che purtoppo rispecchiano la vita di questi giorni ed in particolare il giorno di Natale – quanti di noi apriranno la porta della loro casa per far entrare chi ha veramente bisogno d'aiuto e condividere con loro un pezzo di pane in quella tavola apparecchiata piena di lustrini e golosità. I buoni propositi rimangono fra quelle quattro mura affollate - che verranno rispolverati il prossimo anno e così via via nei "secoli".

Frammento13 dicembre 2008

...condivido pienamente le tue parole... che rispecchiano in modo più che chiaro il mio pensiero a proposito di questo periodo dell'anno...

Antonio Biancolillo13 dicembre 2008

Nessuno di noi è escluso da questa riflessione. Ci pensiamo su alcuni istanti e poi, da me il primo ci scrolliamo di dosso la riflessione realistica che ci dona l'autore. Condivisa in tutto, anche se ognuno sarà giudice di se stesso. Apprezzatissima.

C
Caterina Viola Scimeca13 dicembre 2008

Hai ragione il Natale dovrebbe essere il trionfo dell'amore e invece è diventato una corsa ai regali; chiudiamo gli occhi sulla sofferenza che ci circonda. Un pensiero anche agli animali, che in queste feste spesso diventano cibo, per sfamare la nostra ingordigia.

P
Paolo Faccenda13 dicembre 2008

Molto bella in quanto, anche secondo me, molto vera. Poesia comunque scritta molto bene. Mi fa piacere che sia stata messa a nudo l'ipocrisia che si cela anche in quell'effimero scambio di pace, quando non viene fatto nulla o quasi per chi realmente soffre ed ha bisogno.

Rasimaco13 dicembre 2008

pienamente con Marco... quanta verità in questi versi d'impatto... e quanta amarezza lasciano dietro...

l'ipocrisia fa nascere un bimbo per crocifiggerlo, poi, ogni anno senza fine. Nulla cambia fra l'alfa e l'omega, tutto si ripete inesorabilmente nascosto, celato dietro matasse, cumuli d'ipocrisia e superficialità. Cantare fuori dal coro è difficile ci vuole voce da solista che svetti fra i lamenti ammalianti delle sirene. Ormai il loro suono è ovunque perso fra falsi ideali, piaceri effimeri. Alzate la voce voi che avete così belle parole e grande spirito, il mondo ha bisogno di aria pulita. Urlate forte, gridate, chiedete aiuto al vento che sparga i semi di un futuro diverso...

B
Benito Ciarlo14 dicembre 2008

Siamo in Avvento e questa poesia /constatazione par rievocare, anche se non grida, le parole di Giovanni Battista. Già, dovremmo raddrizzare i sentieri per la Sua prossima venuta e invece cospargiamo di spreco e indifferenza ogni strada per quanto larga sia. Il tono di questi versi è profetico. Una geremiade sulla quale meditare.

Rosaria Barbarinaldi20 dicembre 2008

crudi e diretti, questi versi, lasciano poco spazio all'interpretazione. Tristi e veri. Non servono commenti, si commentano da soli e spingono alla riflessione. Molto piaciuta

Rosa Leone31 marzo 2009

splendida, verità nascoste tra un'effimero abbraccio ed un sorriso a sessantaquattro denti dal sapore amaro come il veleno! bella piaciuta molto ed apprezzata... inutile nascondersi dentro le mani congiunte!

Azar Rudif3 giugno 2010

Sottoscrivo e alzo la posta rilanciando questi versi a tutte le religioni del mondo dove si predica bene e si razzola male. "A ognuno di noi il suo Dio e tutti gli dei per un solo Dio"

v
vincenza bartolotta8 giugno 2010

Bella. E' facile nascondersi dietro la croce di Cristo e ripetere gesti e riti vuoti, se gli occhi accecati da tanto materialismo e falso perbenismo non si accorgono dell'uomo che piange e urla la sua disperazione ad un mondo di sordi.