Salto tra i pensieri di Edipo
Non so cos'è,
e tremo se mi
lasci la mano.
Per i tuoi fianchi
come cattedrali,
per il tuo mare ed
il gran canion dei
tuoi bianchi seni.
Così è silenzio
dopo il fruscio
delle tue gonne.
Lascerò al buio i
denti stretti e
la parabola della
tua mano sopra il
viso, a benedirmi.
Stella di latte
e buonanotte di
c'era una volta.
C'era una volta,
-per i tuoi occhi-
Edipo re che amò sua madre
-per le tue mani-
fino a morirne.
Non so cos'è,
e indosso le
tue calze nere.
Per il tuo avorio,
collo di cigno,
per le tue labbra
col rossetto e per
l'ombretto rosso.
Così è silenzio,
dopo il fruscio
della mia mano.
Lascerò al buio i
miei rimorsi e
gli occhi gialli
di mio padre morto,
molli al ripensarci.
Stella di latte
e buonanotte di
c'era una volta.
C'era una volta,
-per la tua rosa nera-
Edipo figlio che amò sua madre
-per la tua rosa bianca-
fino a morirne.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (3)
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Mirella Crapanzano17 dicembre 2008
Tra fiaba e sogno, tra emozioni strette tra le mani, versi che risuonano dentro, con mille echi... bellissima!
mp47pasquino17 dicembre 2008
Trovo che il comlesso di Edipo nell'adolescenza sia cosa comune, amare i propri genitori di quell'amore puro e solare ci da' senz'altro la base per amare gli altri... Poesia apprezzata, letta con piacevole attenzione.
Rosalunare18 dicembre 2008
Bellissima descrizione... il complesso di Edipo... i suoi pensieri... meravigliosamente descritti.


