Vento di Sera

Le mani e un ginocchio appoggiati sul letto...,
un piede ancora sospeso sul pavimento.
Nuda, con le tue curve rotonde e invitanti
appena intuite nella pallida luce notturna
che traspira dalla finestra spalancata sul buio;
in attesa forse di un incontro che liberi
spasmi e respiri del corpo e dell'anima
e che renda quel letto,
bianca macchia nel buio, una nave dei sogni .
...O forse, solamente disfatta
da una grigia giornata qualunque,
ti prepari, spogliata nel corpo,
a lavarti nel fresco respiro
di una notte da sola...
Immobile, con lo sguardo rivolto
all'aperta finestra
– fotogramma di un racconto da niente –
osservi sorpresa ed assorta, la tenda
gonfiata da un refolo improvviso di vento
inondare la stanza quasi fosse una vela possente
a portare lontano.
La cruda luce del giorno, ti renderà,
domani soltanto, al saputo risveglio;
in un letto disfatto e che porta impressa
soltanto la calda impronta
del tuo corpo solo.
Immobile e sorda la tenda
penderà alla finestra
senza ombra o ricordo di mari lontani
o mai state maree.
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L'autore
Maurob
…Mi conosco e mi conoscono così, da quel mezzogiorno - suonavano le campane - di un lontano Novembre del ’49, in una viuzza del centro di Reggio (..Emilia). E da allora sono quì, trapiantato bambino a Forlì, cesenate adottivo da quasi 30 anni, ingegnere informatico per caso (IBM prima ed Electrolux poi), sedicente p
Commenti (2)
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Francesca Coppola17 dicembre 2008
Sicuramente è interessante, si fa leggere con piacere. Ma secondo il mio modesto parere potrebbe anche essere migliorata, trovo alcune ripetizioni di pensieri e parole abbastanza inutili.
Mauro17 dicembre 2008
C'è qualche punto che non ho ben compreso, ma nel complesso il brano si lascia leggere e ti prende. Apprezzata e condivisa l'idea.

