àncorati al vagone di coda
di cosa ti lagni (anc) ora
fai concorrenza ad un dicembre
di ombrelli aperti sulle labbra
dimentichi -o forse è quello
che ti duole- ch'io non cammino
più in linea retta ad occhi chiusi
con sulla lingua il gusto di maria
quando il giorno sfiorisce
senza tendere i sensi
sui binari arroventati
perdo le vibrazioni e tu
il conto dei vagoni
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L'autore
Zima
Commenti (3)
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Paolo Ursaia19 dicembre 2008
Perdersi nel quotidiano... distanze, che crescono. Elegante, personale nello stile e nella forma, piaciuta
Frammento19 dicembre 2008
...a volte si cresce in modo differente... si prendono strade dove le pietre hanno forme che non si assomigliano e così ci si stacca... che sia giusto io non lo so, ma so che è necessario...
G
Gabriella Cantoni20 dicembre 2008
Viva la differenza se porta simili frutti di liricità...


