L'ulivo
Sotto i suoi rami mi sento protetta.
Egli è la madre
che affonda radici e non cede al vento,
è l'ancora dell'infinito
che trascorre muto
e veglia ancora
nella notte
Dalle sue foglie escono i canti della terra
mentre il frastuono rimane lontano.
Egli è il padre che non scompare con la morte.
è l'eterno che non soggiace al tempo.
Muta con le stagioni,
soffre con le gelate
ma non muore.
Dalle sue radici ricacciano polloni.
Ingentilisce i colli.
Macchie d'argento sui pendii.
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Commenti (1)
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mp47pasquino20 dicembre 2008
Poesia da piluccare, acino dopo acino ti immergi in un classico poetare... Ulivi macchie d'argento sui pendii, mi rammentano i Romani a proposito di questo, chiamarono Argentario approdando su quella costa piena d'ulivi, un inno alla secolarità di questa pianta strabiliante ed utile. Letta con piacevole attenzione.
