Ospedale
Corsie e corridoi
sale e salette
che razza di ambiente
assai deprimente
per quel che è costato
mi par spazio sprecato
solo una mente malsana
può averlo pensato
è freddo ed ostile
morto e ovattato
asettico insieme
che chiamano igiene
un immane grigiore
senza calore
di una caserma
mi par la conferma
qui la malattia
diventa follia
e chi entra malato
ne esce stremato
passa il luminare di scienza
gonfio e impettito
gli si avvicina esitante
il paziente ingombrante
e con qualche risposta
secca e tagliente
liquida quell'accidente
non dar confidenza
una regola d'oro della soverchia sapienza
il caso è sbrigato
già domani sarà egli operato
di tutto ne parla
come un libro stampato
ma che c'è di strano
è assai evidente
che di quell'accidente
non gli importa un bel niente
con ingenua sorpresa
sempre la stessa domanda
perché l'uomo alle cause migliori
dà sempre le risposte peggiori?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!