Di latta, il tuo vecchio secchio
Mirella Selene
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Quanto valesse il tuo vecchio secchio di povera latta
ricolmo di acqua e marsiglia,
me lo chiedevo prima di assopirmi, in un battito di ciglia.
Mi risposi che valeva il tuo sorriso
e il tuo sguardo, intento a sfregare con vigore
in quella tiepida emulsione
smagliate calze, canovacci, e qualche sbiadito maglione
che ti apprestavi a stendere e a strizzare...
nel frattempo mi divertivo a diriger il tubo verso il sole
per far risplender un tenue arcobaleno
o a buttar nel secchio i formiconi,
per veder se eran esperti nuotatori.
No direi. E tu con me ridevi
ma il troppo stroppia fermamente mi dicevi
e che dovevi finire di lavare,
di chiuder l'acqua poiché per te
anche un fondo di caffè si doveva riciclare...
Novembre (tempo buono mio malgrado)
Che può donarmi ancor un vecchio secchio
incrostato di calcare,
consunto all'ombra dello sgabuzzino?
Nulla più,
ma solo il rimpianto del tuo riso
e dei tuoi passi al risplender del mattino
per innaffiar le viole mammole e le rose,
per correr ad addentar fichi e susine.
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Mirella Selene
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