Accadde in quel giorno di assenza universale
Mirella Selene
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E vagare sulla strada
come consunto dimenticato oggetto dall'Umanità,
predestinato dal selciato angusto
a giungere a un portone ove non si ricorda un briciolo
della tua essenza.
E guardare tentennante dalla grata
l'abbandonata fabbrica, ove sbatte ingrata la pioggia,
spietato uccello,
sugli strumenti di controllo ruggine contusa...
In questo panorama di desolata quiete
mestamente fiuto il ricordo di Voi,
poveri neonati esseri, dalle ossa fradice di umido e di nulla.
Il freddo tramontar del sole sui casolari assenti
Intesse con trama di ragno, scarna Memoria
su questo angolo di città dannata,
sulla presenza dei suoi obliati enti...
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Mirella Selene
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