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Donne 23 dicembre 2008 · lettura 2 min · 5961 letture

Mujer Muñeca - Donna di pezza

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Francesca Difonzo neve 147 poesie pubblicate
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Mujer muñeca, de soledad en tu cintura y pies desnudos. Amanecer, te narro el aire en la sonrisa, la sangre hervida, entre tus ojos y el grano de pimienta... Tu los conoces, mujer muñeca, el canto del verano y el gemido del sauce de Babilonia, la cantilena con manos juntas y arrodillada, mujer maldita. Mujer lozana, tumbal, madera veteada de flores de lisios y pajarós, paraíso terrenal, mentira. Mujer muñeca, peinas los sueños antes de salir, llevas estrellas en los hombros; remenda un callado y silencioso si. Mujer de olvida, mujer que apartenece al juego, estas a la secunda mano y guardas un as en tu redondo escote. Eres solitaria como una calle que se interna en un bosque de sombras olorosas, luz, cierta como la roca desnuda. Eres tan silente sobre tu talón, blanco y liso, que la senda no sentencia el paso humano. Hada te llama las faltas, las agujas ermitañas, los pinochos, los capullos y las gotas de la madrugada. Donna di pezza, di solitudine alla cintura e piedi nudi. Alba, ti narro l'aria nel sorriso, il sangue caldo, tra i tuoi occhi ed il grano di pepe... Tu li conosci, il canto dell'estate e il gemito del salice di Babilonia, la cantilena a mani giunte e inginocchiata, donna dannata. Donna marmorea, tombale, legno venato di fiordalisi e passeri, paradiso terreno, bugia. Donna di pezza, pettini i sogni prima di uscire, porti le stelle sopra le spalle; rammendi un tacito e silenzioso si. Donna dimenticata, donna che appartieni al gioco, sei alla seconda mano e tieni un asso nella tonda scollatura. Sei solitaria come una strada che si interna in un bosco di ombre profumate, luce, certa come la roccia nuda. Sei tanto silenziosa sul tuo tallone, bianco e liscio, che il sentiero non riconosce il tuo passo come umano. Fata ti chiamano le assenze, gli eremiti pini, le pigne verdi, i bocci e le lacrime dell'aurora.
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[precisazione: in italiano non pretende di essere musica, nata com'è per labbra andaluse e cuori gitani]

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L'autore
Francesca Difonzo neve

Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon

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Commenti (3)

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Mirella Crapanzano23 dicembre 2008

c'è il profumo antico di una danza che diviene donna, con i sapori e i colori di una terra magica, in questi versi bellissimi, che la lingua spagnola esalta, con la sua intensa musicalità.

Cuccu Anna Maria23 dicembre 2008

Nessuna traduzione potrà avere la la magia dei suoni e dei canti andalusi che hanno avuto in Garcia Lorca la massima espressione. Molto apprezzata.

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Caterina Viola Scimeca23 dicembre 2008

Nei ricordi di mia madre bambina c'è una bambola di pezza. Forse è per questo motivo o perché sanno di antico, di cose vere e genuine, ma le bambole di pezza mi hanno sempre affascinata, più di qualsiasi bambola sofisticata e costosa.