Natale
Un solido appiglio
ove ancorare il flusso del tempo
illusoria attesa
di un giorno di felicità
che poi rapida sfugge
lasciando un senso di vuoto
una giornata infinita
ove tutto si ferma
fuor della chiesa
ben vestiti e agghindati
a stringere mani
a scambiar baci
auguri ed abbracci
poi cala il sipario
e si recinta la socialità
è il giorno della famiglia
e fuori di essa
non esiste nessuno
guai disturbare
il sacro ritiro
le strade son deserte
in balia dei reietti
grandi mangiate
grandi bevute
come animali
fino a scoppiare
false allegrie
così convenzionate
che si pensano vere
odi e rancori
per quel giorno celati
ore infinite
che non passano mai
noia e stanchezza
che tutto invade e zittisce
come sfuma quel giorno
se ne va anche la finta allegria
son i più sfacciati ed audaci
ad alzarsi per primi
a spezzare quel cerchio vizioso
d'amore infinito
le scuse più trite
a non renderli ingrati
se ne vanno veloci
finalmente salvati
adesso davvero felici
a respirare un po' d'aria
non più chiusa e viziata
non ho il senso del sacro
e non sento il natale
ogni giorno è importante
e non penso all'amore
un sol dì dedicato
desidero solo
non vedere nessuno
evitar quella burla
di stringere mani
non so recitare
e mi costa fatica
è il convenzionato
inevitabilmente falsato
e cerco in me stesso
tutto quel che mi serve
per colmare ogni vuoto.
©
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