479 lettori online · 361.383 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Riflessioni 29 dicembre 2008 · lettura 1 min · 1600 letture

Mai una margherita, incerta di un addio

F
Francesca Difonzo neve 147 poesie pubblicate
+ Segui
Non so rimarginare l'immenso mare che mi piange dentro, dalle ferite aperte, i tuoi occhi grandi. Chiari; guardavo l'orizzonte e non mi accorsi di spiare. Di averti perso, e il pasto caldo che ti preparavo ne era il segno. Ancora; aspetto ora che a stento riesco a reggermi sui tacchi alti e sottili, che per tua sola gioia amavo -Quale poesia di petto e sonno, uniti insieme a respirare, la danza quieta che chiamavi sogno- i tuoi ritorni, a casa, stanco. E fuori piove. Gocciola il fiume -su quel giardino in cui piantavi solo rose rosse "mai una margherita!" perché io fossi certa del tuo amore.- lento dell'addio.
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
L'autore
Francesca Difonzo neve

Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Antonella Bonaffini29 dicembre 2008

Versi tristissimi ma che come un boomerang arrivano dritti al luogo da cui sono partiti... E fanno centro. Poesia bellissima, sentita, piaciuta ed apprezzata! Le rose rosse nel tuo giardino sboccieranno ancora.

Gesuino Curreli1 gennaio 2009

"L'immenso mare che mi piange dentro..."e il dolore ha fatto centro con l'illusione delle rose rosse. Forse una margherita sarebbe stata allora più sincera e oggi..."spiare all'orizzonte..." non sarebbe stata solo una chimera, ma un'attesa dolce del caldissimo abbraccio della sera. "...Sui tacchi alti e sottili che per tua sola gioia amavo..." il farsi tanto bella per l'amato, perché nessuna stella sopravanzassei il candore di luce dato in dono, tant'é che lui chiamava sogno "quale poesia di petto e sonno, uniti insieme a respirare, la danza quieta..." Immagine garbatamente femmile che rende caldo il trepidare di due corpi che si uniscono nella danza che è eterna quanto il mondo, poi il dolore sobrio e profondo dell'addio, ma pur dolore forte, " Che poco é più morte... "- come diceva bene un gran poeta