Litania per l'anno che muore
Tutti hanno perso qualche cosa
infine ognuno può rimescolare
vino e gazzosa.
Bollicina paesana vorticosa
serve soltanto per solleticare
bomba inesplosa.
Lusso sfrenato e miseria evidente
si dan la mano come fratellastri
anno fetente
anno che muore e pare sorridente:
tutti fregati come dei pollastri
borsa perdente.
Se scoppia Lampedusa Roma geme
e fan la spola i voli verso Tripoli
che Roma teme.
La scuola non ha pace e ancora freme
scossa dal tramestio di quei manipoli
genio d'insieme
La crisi che ricorda il ventinove,
l'anno non l'autobùs, è dirompente
popolo bove
Economia stagnante nelle alcove
rimaste vuote senza committente
ecco le prove!
Governo monolitico ed assente
i guai più seri bellamente ignora
anno perdente
Dall'altro lato c'è quell'altra gente
che dice "io posso" ma per la malora
non può far niente.
I viaggiatori pagano lo scotto
d'aeri fermi e treni a moto alterno
anno corrotto
Perciò s'aspetta che il duemilaotto
tiri le cuoia e vada giù all'inferno
ch'ha proprio rotto!
L'anno ch'esala l'ultimo respiro
quasi viene sospinto nella tomba
dal mondo intero.
L'orda s'accalca come un sol vampiro
sul vecchio instupidito dalla bomba
folle mistero.
Il bene ch'egli pure ha dispensato
non trova luce nella confusione
bene scordato.
Solo le grane che ci ha regalato
sono l'oggetto della discussione
bene rubato.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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