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Fantasia 1 gennaio 2009 · lettura 1 min · 3418 letture

S'i' fossi

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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S'i' fossi Sole scalderei la notte di quelli che risiedon sotto i ponti di quelli che s'adattan ne le grotte a far quadrare de la vita i conti; S'i fossi Cibo cambierei le rotte e me n'andrei senza fare sconti da chi per fame ha l'anime corrotte, fuggendo gli sprecon di mari e monti. S'i' fossi Legge pontificherei di far restare in centro d'accoglienza Quattro ministri e pure cinque o sei di quelli che si chiamano Eccellenza, S'i' fossi Pace condurrei gli dei a scardinar di guerre l'occorrenze. Ma resto Ciarlo quale sono e fui e guardo sul mio viso tutti i nei che cerco d'estirpar dal volto altrui...
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S'i fossi in grado di mutar li panni oggi vorrei sembrar Cecco Angiolieri. (01 . 01. 09)

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (7)

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Anna Maria Obadon1 gennaio 2009

Stima incondizionata per un uomo che non si limita soltanto a giudicare il " non operato" altrui ma fa anche uno splendido esame di coscienza... Piaciuta moltissimo.

Nell'immaginazione senza limiti... il cuore che si vede è grande... si espande all'infinito... e i nei non si notano più... Bellissima!

Lina Maria Cino1 gennaio 2009

Peccato che di Ciarlo c'è solo BEN, al parlar d'amore l'anima incanta, il cuore scalda, sicché ogni poverello vorrebbe dirgli grazie mio fratatello.

mp47pasquino2 gennaio 2009

S'ì fossi quel che vorrei tra i miei diletti ti sceglerei come essere pensatore e come fine dicitore ma vorrei ancor di più l'amico di quelli dal sapore antico. Or che di parole più non vè vorrei donarti tutto quel che c'é. anche a chi mi ha preceduto pienamente concorde.

Francesco Pozzato2 gennaio 2009

s'i' fossi qual te nel poetar bravo certo mi leggereste non di rado... ricordo che i testi di cecco amavo: cantava il vino, belle donne èl dado!

M
Marina Como2 gennaio 2009

quartine e terzine d'autore per un similsonetto dal sapore antico che induce a rifletter sui tempi moderni. Riuscitissimo il porgere anche i più dolorosi temi con delicatezza. Riesce a coinvolgere, far pensare e divertire con un sorriso amaro il lettore.

V
Vera Bianchini2 gennaio 2009

Sagacia e perizia tecnica. Una poesia che tocca i tasti giusti; molto bello il finale.