Il Fiammifero e l'Accendino
Luciano Tarabella
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Il Fiammifero disse all'Accendino:
" T'invidio, sai? Sei proprio fortunato!
Dal giorno che il progresso t'ha inventato
nessuno si ricorda del cerino!
Non c'è niente da fare, il mio destino,
ormai lo so da tempo, è già segnato;
dovrò morire, mezzo sbruciacchiato,
in qualche portacenere assassino.
Ho visto che ti fanno spesso d'oro,
frequenti i ricchi e accendi il sigarone
ai pezzi grossi e ai nobili di razza;
invece io, che crepo sul lavoro
per un processo d'autocombustione,
mi spengo e affogo in chissà quale tazza.
Però c'è una risposta che mi manca:
secondo te la mia è una morte bianca?"
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (3)
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Antonella Bonaffini2 gennaio 2009
Poesia densa di significati che misceli spesso con l'uso di metafore sempre appropriate. Tra molta malinconia con te spesso sorrido... il povero, sfortunato fiammifero...è semplicemente fantastico.
Berta Biagini2 gennaio 2009
Versi che coinvolgono con una chiusa che lascia di stucco nella sua tristezza.
Carlo Fracassi20 marzo 2009
Il progresso fa sempre vittime eccellenti! Piaciuta molto.



