S'ìnvecchia amore, è l'ora del tramonto
A ponente le scie si ricongiungono
e sembra che una croce evanescente
svetti gelata su un golgota di sole.
Lontano il rombo – e più lontano l'altro –
s'ostinano a cantar per te un addio.
Lacrime – rabbia, stizza o insofferenza -
scorrono sul tuo volto, tra le rughe.
Non ostinarti a fissare il tramonto.
L'inganno della luce – si tratta di bagliori
pur se attenuati da foschia indecisa –
crea una schiera di spettri inopportuni.
Quel rosso che t'affligge, persistente,
svapora all'improvviso e riconduce
verso precoci tenebre serali.
Non hai mai sopportato d'aver macchie
sull'anima o negli occhi: volgi lo sguardo
dunque verso l'ombra, verso il riquadro
che racchiude ancora – forse alterato,
forse un po' svanito – tutto l'amore
ch'hai voluto darmi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
B
Tutte le opere →
L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
mp47pasquino3 gennaio 2009
Triste sarebbe stato non avere albe, ad un tramonto come il tuo con questa visione poetica ci vorremmo arrivare tutti... Questa tua non so se sia mia immaginazione soprattutto la prima parte dopo la prima letura e avendo letto l'argomento "amore" l'ho capita, in prima analsi sembrava fosse ispirata guardando da est la Palestina con tuti i risvolti che sappiamo, sbaglio?
