Ventotto

Occhi identici di curiosità
riflettono lo specchio retrovisore
di una fuga per una città eterna.
Cercano di incontrarsi
per verificare la propria esistenza,
il proprio colore,
nel dominio di una prevista convenzione.
E' ironico il contatto,
sarcastica la risata,
imprevisto l'incontro.
Tutto viaggia secondo lampi sconosciuti,
secondo istinti non traditi,
ma devoluti.
Bocca carnosa divoratrice di cristallo
macchiato di sangue terreno e divino,
occhi che si fessurano
per l'insano piacere di piacere.
Dove sei stata,
perché cosi incapace di scoprire.
Adesso un bracciale trovato,
chiave di un privato ingresso
riposa tra le righe di un libro
tra le pareti di un cassetto.
Incantevole il contatto
dominato da un alterato sapore
e dalla tattile sensazione di un corpo nuovo
posto in difesa
su di un cubo di vetro.
Un rientro imbarazzante
fatto di parole scarne
e senso di vuoto
si accompagna ad un addio
in cui la tua schiena dritta
è spezzata dal tradimento,
ma animata da un incontro.
Addio...
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