Un'abitudine di esser morto
Cadde dolce quella neve
cosparsa di melodie
così giocosa che par breve
per tante grazie.
Ma questo non era una festa
con brindisi e fuochi,
ma semplice tempesta
in te, coi pensieri fiochi.
Mai m'ero accorto
che la mia era un'abitudine
d'esser morto
con a fianco neanche la solitudine.
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Commenti (1)
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S
Stefano Guerrieri5 gennaio 2009
) Nella prima riga della terza ed ultima quartina, mi sembra che un errore di battitura abbia fatto si che si legga "accosto" invece di "accorto". Oppure mi sbaglio ed allora dovrò rileggermela,... cercando di capirla. Mi è piaciuta al dilà dello screzio grammaticale,... FELICE 2009,... e che la Poesia dell'Anima sia sempre con NOI.