Onde immateriali
Come sempre,
come allora,
come quando sarà l'aurora,
camminerò a testa alta,
tra i sogni incompleti,
tra le vite perdute,
negli abbracci amorosi
di pensieri inascoltati.
Tutto quello che non ho visto,
tutto ciò che non ho assaporato,
cadrà abbondantemente dal cielo,
sveglierà i mille sensi
di un corpo prima straniero.
Per poco tempo,
gusterò l'amaro necessario
e poi padrone diverrò,
anche dello spazio quadrimensionale;
allora si che l'universo si espanderà,
di tutto ciò che è compresso
nel limbo mio,
in discesa ed in salita su prati infiniti,
con altri mondi
copresenti nell'eterno,
insensato ad occhi e orecchie finite.
Destarsi ora,
nella malattia,
ricominciare il ciclo della frenesia,
non mi distrae dalla musica sottile,
che canta l'anima nello spazio vuoto,
vuoto agli stolti ed incoscienti,
che seguono la scia
d'altri lasciata.
Ma l'infinito è cosa assai seria e semplice,
e questo cenno è il segnale,
della materia e dello spirito,
figlie dell'energia,
che non si trova se cercata,
che non appare se toccata,
solo echi di nostalgia d'autore,
che fanno vivo questo tempio
fatto già d'amore.
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