Sguattera
E non hanno pena, ne comprensione per te,
e non guardano i tuoi occhi di donna offesa,
acerbi seni dell'infanzia tradita,
mentre sei lì, odiata da tutti.
Perché mai quel nome?
Sguattera,
come chi sta sempre a pulire la sua vergogna,
e il suo mondo rimane chiuso nell'indifferenza.
Chi capirà questo cuore così femminile?
Chi ti salverà,
o alzerà le braccia per difenderti?
Troppo piccola per scoprire quell'amore
innocente rosa del destino più misero.
Ma non sei l'oggetto di nessuno,
non sei un'arma che uccide,
ma il silenzio che copre
l'inverno ormai stanco,
mentre lui non sa guardarti.
Chi userà per te un " ti amo"?
Ora non puoi fingere
nell'immensità di un cielo che piange,
ma ti consola quel Dio
che stende sui tuoi capelli un sorriso,
e affida le tue lacrime
all'ultimo bagliore di luce.
©
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L'autore
Marco Di Dio
Operatore Sociale 28enne, con la passione per la musica e la poesia, Marco Di Dio si costruisce nella metà degli anni 90 un panorama non indifferente nel sociale. Ha sostenuto molte battaglie pacifiste, ha difeso i valori dei più deboli e ha alle spalle una carriera decennale. La sua poesia è solitamente ribelle, pro
Commenti (1)
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Chiara Catanese28 gennaio 2009
Cruda e dolce insieme nella sua chiusa. Bella poesia rivelatrice della sensibilità dell'autore.
