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Introspezione 9 gennaio 2009 · lettura 1 min · 3399 letture

Rewind [anteprima del pensiero]

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Francesca Difonzo neve 147 poesie pubblicate
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Ho ripensato, a volte, al buio che nidificava nei tuoi occhi, al nudo palpitante e di schiena, sinuoso come un gatto, che contro il muro pareva la parabola di un volo. A piedi nudi ho ripercorso l'intera storia di noi due, prima girini e poi vermiglie salamandre, coi palmi gialli di palude e, sotto gli occhi, uova di testuggine dischiuse e corse per guadagnare il mare. Sembriamo scheletri divelti dalla pietra, quasi gelosi del bianco della luna che è un medaglione appeso al collo della notte, quella cortina tempestata di galassie che accarezzava cupa l'orizzonte. Tra le sottane impietose che mulinavano nel vento, come una rosa rossa, senza nemmeno spine eppure ancora in fiore, quella felicità perduta delle nostre sere, smascherata dalla sottigliezza del nostro respiro. Ho ripensato, avvolta nella seta di una lirica maestosa, di incorniciarti e assicurarti al muro, per poi guardarti e dentro gli occhi chiusi, tenerci al caldo dall'inverno di menzogne mentre ci gelano le punte delle dita.
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L'autore
Francesca Difonzo neve

Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon

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Commenti (5)

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Mirella Crapanzano9 gennaio 2009

... e m'avvolgi con le tue parole di bellezza e malinconia... è stupenda!

mp47pasquino9 gennaio 2009

Inizialmente una lirica molto ben strutturata ricca di buoni spunti amorosi e di pensiero, poi in fondo l'enigma, sempre con una splendida frase "Al caldo dell'inverno di menzogne" qui è finita la favola... Così mi sembra di aver capito, comunque molto gradita.

Gesuino Curreli9 gennaio 2009

Amore tenero e caldo, come un sinuoso fondo schiena, poi il gelo che che pizzica la punta delle dita, ma forse ha gia la necrosi nell'anima. Svolazzi e sere spensierate come pensieri che non trovano riposo, poi il ricordo impietoso di volere l'amore appeso a un chiodo, per guardare dentro gli occhi che oggi confessano menzogne. Appassionata come dev'essere l'espressione che recita poesia. Tu, Francesca, hai bella l'anima e scrivere fa bene a entrambe perché comune è la sofferenza della constatazione di quanto si è perduto, o forse mai avuto.

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Gabriella Cantoni10 gennaio 2009

Splendida nell'originalità e in tutto ciò che giunge dritto all'anima!

Ernesto10 gennaio 2009

A volte le giornate sono belle anche leggendo semplicemente... bellissime poesie... come queste... molto sonore... e rapide... ...