Infinita implosione
Fuoco che arde,
che acceca le ragioni,
perse da immemore tempo,
schegge proiettate
nell'universo altro,
nello spazio pieno e libero
da vincoli insensati.
Calore atteso,
poi spento da cellule morte,
che posate su sterili teste,
annebbiano la debole vista
di gente innocente,
malata di felice sostanzialità.
Frammenti d'amore,
di ricordi vivi,
di vissuti presenti,
legati da fraterna giustizia,
compensatori di lacrime e gioie,
giudici solenni di una vita al termine.
Non cerco invano un senso,
non vado all'abbraccio dell'unità sperata,
sono parte di quei frammenti
di felicità incondizionata,
sono il mosaico della mia vita,
digregata temporaneamente
per ritrovarmi in se,
per sublimare il padre,
per essere ciò che sono e sarò.
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