Amata zolla

Seduto sulla danzante culla di vecchie spoglie
odo scricchiolanti suoni
e li confondo ormai con le mie stesse pene.
Venti gelidi a rincarar la dose
mani rugose e contorte dita
mai di pentite gesta
perché nella terra ho ritrovato gli avi
noti odori di argilla
e generosi frutti
questo la terra offre
...vita e morte e pane
volti scavati all'ombra della paglia
schiene piegate e nuche arse al sole
lame inferte su dure rocce
sangue e lacrime a nutrir la zolla
bianchi tramonti e brune sere
quando il cantar del gallo scandiva
il germogliar del grano
e in lontananza familiari e tremolanti lumi
mi richiamavano al grembo coniugale.
Avanzo con passo incerto
verso una sconosciuta patria
gambe piegate e verga in mano
mi avvio ...
Nel cortile urla sguaiate nell'inseguir la chioccia
mia madre...
...adesso sogno...
sulle guance amorevoli carezze
sulla fronte labbra umide d'amore
...al calare della sera...
già avverto l'indizio dell'arido giaciglio
in essa anelo il meritato
sonno
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Veleno11 gennaio 2009
Bei versi dura di vita intensa, un quadro di un tempo passato, ritmo meditativo ma di intensità viva... un paesaggio triste ma intenso di vita. Apprezzato moltissimo
