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Fiabe 12 gennaio 2009 · lettura 3 min · 1910 letture

La favola dell'Uomo

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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(... e l'Uomo disse al Sogno "Sono pronto" e prese a navigar nell'incertezza, con la Speranza rifiutò ' l confronto e rifuggì d'Amore la carezza...) I E' in festa il mondo, in festa è l'universo e la natura innalza un inno al sole: il dolce canto è simile, nel verso, al magico profumo delle viole. D'intorno uccelli librano distese l'ali che l'aria fendono veloci, anche l'azzurro, presago d'attese sembr'ascoltare le novelle voci... Ed ecco scaturire primavera dal trepidar del ghiaccio che si fonde: canta beato il monte fino a sera e, lieto, il vecchio fiume gli risponde. Sul volto della terra ora s'accende un azzurro fantastico sorriso, già s'alza il vento e tremolano l'onde. Quasi timidamente, all'improvviso, nasce un bel fiore sopr'il campo brullo e già nell'aria spande il nuov'odore: dall'alito di Dio nasce un fanciullo pieno di sogni, di speranza e amore. II Annuncia un gallo il limpido mattino, è terso il cielo, azzurro è l'orizzonte, il giorno, svelto, inizia il suo cammino, col sole caldo che lo bacia in fronte; corre il fanciullo con la sua innocenza e, d'improvviso, non è più bambino, mentre d'ogni dolor nota l'assenza, corre 'l fanciullo verso il suo destino. Nel petto impazza un cuore che trabocca d'amore per la terra e per 'l cielo l'anima ancor la verità non tocca come non tocca il petalo lo stelo. Intanto il nuovo giorno volge a sera e termina con esso il verde tempo: entra l'estate ed esce primavera, diventa grano l'erba ch'è sul campo. L'era della ragione ha 'l sopravvento ed il pensiero uccide la passione. Reagisce l'Uomo per il mutamento e sfida il tempo, e cerca l'occasione. III Corrono in cielo nubi pellegrine, spinte da venti in lotta tra di loro. Piega lo stelo il fiore è l tempo, infine, il verde delle foglie muta in oro. Il bosco, pingue di licheni e funghi, inebria l'aria di gagliardi odori. Sfrecciano all'orizzonte, uniti e lunghi, stormi maestosi d'uccelli migratori. Il vento spegne i fuochi sulla spiaggia e spinge il mare contro la scogliera, il fulmine precede tuono e pioggia mentre sul mondo ormai scende la sera. Or l'Uomo con l'aratro apre la terra e dalla terra ancòra i frutti coglie: tra i solchi sparge il seme e lo sotterra mentr'ella s'apre e calda il seme accoglie. IV Or trema l'acqua come trema il vecchio: l'acqua pel vento il vecchio per lo ieri mentre, nell'acqua, come fosse specchio, guarda riflessi l'anima e i pensieri. Scruta dubbioso l'intimo e riscopre che l'uomo ch'era non permette al sogno di scorgere il fanciullo ch'egli fu. Scopre la morte. Al ciel solleva un pugno!... Urlano i venti, scoppia la bufera: s'inneva il vecchio e cade sui ginocchi e, cadendo, ricorda una preghiera; la dice, mentre, piano, chiude gli occhi. E, mentre muore, su quel campo brullo, lo stesso campo dove nacque il fiore, dall'alito di Dio nasce un fanciullo, pieno di sogni, di speranza e amore.
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Questa poesia è nata nel 1985 come testo per una partitura di canto corale. (L'immagine è la riproduzione de Le Quattro Stagioni di Guido Reni)

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (5)

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S
Sabrina Balbinetti12 gennaio 2009

Classificarla tra le fiabe lo vedo piuttosto riduttivo (per l'opera)...l'autore ha dato il meglio di se, in questa storia dell'uomo vista in chiave mistico- naturalista!

mp47pasquino12 gennaio 2009

Questa è poesia, una favola di poesia, quattro cantici, tra arpe ed archi melodiosamente incorniciate da un'opera speciale... Il mio plauso e rispetto per questo autore che fa' dell'eleganza e l'educazione una splendida bandiera

C
Caterina Viola Scimeca12 gennaio 2009

L'uomo dovrebbe riflettere su come fermare questo carosello di nascite e morti, questo sarebbe il vero progresso! Forse l'Amore esteso a tutto il Creato potrebbe essere la mano che ricuce il tessuto dell'esistenza, continuamente ferito dalla violenza. Io ci provo...!

Chiara Catanese13 gennaio 2009

Belle immagini, scrittura elegante, tema interessante, lavoro notevole. L'autore mostra la sua bravura. Mi complimento con l'autore e non solo per questa poesia

G
Giuseppe Ligresti28 gennaio 2009

Se questa Poesia l'avrebbe scritta un Tal di Recanati, la citeremmo già a memoria... Qualcuno la trova anacronistica nello stile? Io la trovo semplicemente sublime