Fiabe
12 gennaio 2009
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La favola dell'Uomo

(... e l'Uomo disse al Sogno
"Sono pronto"
e prese a navigar nell'incertezza,
con la Speranza rifiutò ' l confronto
e rifuggì d'Amore la carezza...)
I
E' in festa il mondo, in festa è l'universo
e la natura innalza un inno al sole:
il dolce canto è simile, nel verso,
al magico profumo delle viole.
D'intorno uccelli librano distese
l'ali che l'aria fendono veloci,
anche l'azzurro, presago d'attese
sembr'ascoltare le novelle voci...
Ed ecco scaturire primavera
dal trepidar del ghiaccio che si fonde:
canta beato il monte fino a sera
e, lieto, il vecchio fiume gli risponde.
Sul volto della terra ora s'accende
un azzurro fantastico sorriso,
già s'alza il vento e tremolano l'onde.
Quasi timidamente, all'improvviso,
nasce un bel fiore sopr'il campo brullo
e già nell'aria spande il nuov'odore:
dall'alito di Dio nasce un fanciullo
pieno di sogni, di speranza e amore.
II
Annuncia un gallo il limpido mattino,
è terso il cielo, azzurro è l'orizzonte,
il giorno, svelto, inizia il suo cammino,
col sole caldo che lo bacia in fronte;
corre il fanciullo con la sua innocenza
e, d'improvviso, non è più bambino,
mentre d'ogni dolor nota l'assenza,
corre 'l fanciullo verso il suo destino.
Nel petto impazza un cuore che trabocca
d'amore per la terra e per 'l cielo
l'anima ancor la verità non tocca
come non tocca il petalo lo stelo.
Intanto il nuovo giorno volge a sera
e termina con esso il verde tempo:
entra l'estate ed esce primavera,
diventa grano l'erba ch'è sul campo.
L'era della ragione ha 'l sopravvento
ed il pensiero uccide la passione.
Reagisce l'Uomo per il mutamento
e sfida il tempo, e cerca l'occasione.
III
Corrono in cielo nubi pellegrine,
spinte da venti in lotta tra di loro.
Piega lo stelo il fiore è l tempo, infine,
il verde delle foglie muta in oro.
Il bosco, pingue di licheni e funghi,
inebria l'aria di gagliardi odori.
Sfrecciano all'orizzonte, uniti e lunghi,
stormi maestosi d'uccelli migratori.
Il vento spegne i fuochi sulla spiaggia
e spinge il mare contro la scogliera,
il fulmine precede tuono e pioggia
mentre sul mondo ormai scende la sera.
Or l'Uomo con l'aratro apre la terra
e dalla terra ancòra i frutti coglie:
tra i solchi sparge il seme e lo sotterra
mentr'ella s'apre e calda il seme accoglie.
IV
Or trema l'acqua come trema il vecchio:
l'acqua pel vento il vecchio per lo ieri
mentre, nell'acqua, come fosse specchio,
guarda riflessi l'anima e i pensieri.
Scruta dubbioso l'intimo e riscopre
che l'uomo ch'era non permette al sogno
di scorgere il fanciullo ch'egli fu. Scopre
la morte. Al ciel solleva un pugno!...
Urlano i venti, scoppia la bufera:
s'inneva il vecchio e cade sui ginocchi
e, cadendo, ricorda una preghiera;
la dice, mentre, piano, chiude gli occhi.
E, mentre muore, su quel campo brullo,
lo stesso campo dove nacque il fiore,
dall'alito di Dio nasce un fanciullo,
pieno di sogni, di speranza e amore.
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