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Amore 15 gennaio 2009 · lettura 2 min · 2719 letture

Il Cantico degli Amanti (ad libitum)

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Francesca Difonzo neve 147 poesie pubblicate
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Ha gli occhi come conche stanche, in cui ristagna grigia l'acqua di risaie, e beccano gli aironi semi insieme coi girini. E lui le stringe i fianchi come a una bambina, perduta in pomeriggi di altalente e con amore pettina di lungo il grano maturato in trecce. Persino i pesci fanno il nido nei suoi occhi, e lui le ha tappezzato il cielo di orchidee e nella botola dei giochi segreti le ruba via coi baci anche il respiro. Dondola. A lungo, come abbandonata, giace la donna d'agata marina, la pelle di riflessi e atolli bruni a galla su due oceani molli. L'uomo la cerca, la trova come porto, s'incontrano sul nascere del giorno i fiori ed il disegno di due occhi che si incidono la pelle di lusinghe e chiamano i sensi a riscaldare eterni inverni, e pagine di pioggia da riempire a caratteri di sole. Di nuovo è incominciare dalla fine, sfiniti, stupefatti come cervi, passibili di avere preso al mondo l'anima fino all'ultimo respiro, rubato ai gigli il segreto del velluto, sottratto al merlo e al gubbio le ampiezze dei futuri voli, nascosto alle farfalle le ricette del sublime complicate di viversi in un giorno. Per loro c'è l'eterno e lei ha un sorriso di barriera corallina, per lui che come casa, chiesa, altare e sacrificio, a lei come benedizione, unge la fronte, la bocca, il petto, la rosa scura del suo sesso e la colomba d'ombra delle mani. Per lei ha tappezzato il cielo di pervinche, di viola che non sa ridire, e lui le stringe i seni per ripeterlo, e sotto le sue dita lei è uno specchio, riflette quei colori e quella gioia, perfetta come solo un'asola. Per loro c'è l'eterno e i loro giochi reinventano i confini della terra.
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Melisanda, la dolce, ha smarrito la strada: Pelleas, giglio azzurro d'un giardino imperiale, la reca tra le braccia, come un cesto di frutta. (Pablo Neruda)

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L'autore
Francesca Difonzo neve

Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon

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Commenti (2)

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Rosalunare16 gennaio 2009

Bellissimo questo omaggio... versi eterei e allo stesso tempo appassionanti... solitamente non amo le poesie lunghe, ci vuole un bel tocco per non perdersi, e tu ci sei riuscita. Bellissima davvero

Carla M Casula5 ottobre 2009

Meravigliosa poesia che brilla per morbidezza ed espressività.Il ritmo è incalzante e dolce al contempo. Una piccola, luminosissima gemma da conservare...