L'Inverno e il barbone
Luigi Casagrande
38 poesie pubblicate
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Mi commuovi
come un passero nella neve.
Hai il passo incerto e la mano tremula,
le tue gambe come trampoli stecchiti
vanno adagino sulla terra ghiacciata;
tiri il tuo carretto
e trasporti freddo e miseria,
ti cerchi il companatico
rovistando tra i rifiuti
come un passero nella neve.
Sei vecchio dalla barba canuta
e ciocche di capelli stopposi
che neanche il vento solleva
e il tuo viso gelato si sgretola
come parete di neve che frana.
O Inverno, ora tu comandi
e la notte raggeli la campagna
e, fingendo compassione,
le stendi un manto di brina.
Ti travesti da vecchio barbone
per indurmi nell'errore
e farmi credere che l'uomo è nulla
preda del tempo e dell'oblio.
Ma io so che menti, giacché
tu sei duro ma sei buono.
Verso sera accendi un fuoco
con un fascio di sterpi e cartoni,
ti attacchi alla bottiglia e brindi
a tutti i vagabondi e i buoni a nulla.
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L'autore
Luigi Casagrande
Scrivere è per me come una seconda vita. Di giorno lavoro, la sera scrivo per dare un senso in più ai miei giorni. Scrivere mi aiuta, mi realizza, mi innalza.
Commenti (1)
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Cuccu Anna Maria19 gennaio 2009
Poesia profonda e intensa. Tragedia silenziosa questa dei barboni che come passeri nella neve si trascinano per le gelide strade con il loro carico di miseria fatto di cartoni per ripararsi dal freddo e pochi stracci, con il cibo spesso cercato tra i rifiuti e se va bene riescono ad accendere un fuocherello e a brindare agli altri barboni. Molto apprezzata.

