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Fantasia 19 gennaio 2009 · lettura 1 min · 866 letture

L'Inverno e il barbone

Luigi Casagrande 38 poesie pubblicate
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Mi commuovi come un passero nella neve. Hai il passo incerto e la mano tremula, le tue gambe come trampoli stecchiti vanno adagino sulla terra ghiacciata; tiri il tuo carretto e trasporti freddo e miseria, ti cerchi il companatico rovistando tra i rifiuti come un passero nella neve. Sei vecchio dalla barba canuta e ciocche di capelli stopposi che neanche il vento solleva e il tuo viso gelato si sgretola come parete di neve che frana. O Inverno, ora tu comandi e la notte raggeli la campagna e, fingendo compassione, le stendi un manto di brina. Ti travesti da vecchio barbone per indurmi nell'errore e farmi credere che l'uomo è nulla preda del tempo e dell'oblio. Ma io so che menti, giacché tu sei duro ma sei buono. Verso sera accendi un fuoco con un fascio di sterpi e cartoni, ti attacchi alla bottiglia e brindi a tutti i vagabondi e i buoni a nulla.
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L'autore
Luigi Casagrande

Scrivere è per me come una seconda vita. Di giorno lavoro, la sera scrivo per dare un senso in più ai miei giorni. Scrivere mi aiuta, mi realizza, mi innalza.

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Commenti (1)

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Cuccu Anna Maria19 gennaio 2009

Poesia profonda e intensa. Tragedia silenziosa questa dei barboni che come passeri nella neve si trascinano per le gelide strade con il loro carico di miseria fatto di cartoni per ripararsi dal freddo e pochi stracci, con il cibo spesso cercato tra i rifiuti e se va bene riescono ad accendere un fuocherello e a brindare agli altri barboni. Molto apprezzata.