Toccato dal sacro tempo
Come è difficile,
capire l'insufficiente coscienza
della gente,
eppure nell'oblio della mente,
la pagliuzza dell'altro occhio,
stenta a ritrovare la via
della libertà.
Come è possibile essere giudicato
da miseri animali,
ho strategie migliori del pezzente,
conosco le formule del tempo finito,
ma echi di stranezze indefinite,
obbligano questo corpo a bastonare
l'arroganza del mio niente.
Più testardo del ragno che
ricostruisce la tela
alla stessa guisa,
ripropongo errori primordiali,
misere conclusioni.
Nelle svariate cadute,
tra banali inciampi e profonde
macerazioni, libero poco alla volta
l'anima dalla schiavitù
del mio sensato corpo .
©
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Commenti (1)
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Patrizia Chini20 gennaio 2009
Poesie, strumenti per flaggelarci? Spesso pure io mi lascio andare e mi dò addosso E' sbagliato ci sono già gli altri a farlo e a farlo bene. All'inizio rifiuti il giudizio del popolino dimostrando arroganza ma poi tu stesso la chiami "l'arroganza del mio niente" e cominci a rotolarti nella flagellazione... nella chiusa senti l'elevazione dell'anima Prenderei meno sul serio le difficoltà della vita. (sarà che oggi io sono di buon umore!... ma non è stato e non sarà sempre così)