Cattivi maestri
Quando uccisero Moro ci fermammo.
Fu un'assemblea caotica, sospesa
come un sasso tra rabbia e panico.
Anche nella tua fabbrica lo stesso:
fu l'assalto ai telefoni, per cercar
di capire il bisogno urgentissimo
di udir per primi una persona cara.
E ora che sarà? mi domandasti .
Quando uccisero Moro, nel dolore,
ci colse la speranza di vittoria.
Pensavamo al bambino, al suo futuro
che pertinacemente volevamo
più sereno del nostro.
Amore mio, ti dissi, non temere,
il male si combatte col coraggio.
Ma lo dissi piangendo.
Abbiamo forse vinto ma sconcerta
certa memoria corta, il non rispetto
d'altrui ricordi laceranti e vivi:
potrebbe, l'assassino, in conferenza,
secondo professori squinternati
giustificare gli anni di violenza,
ai giovani che allor non eran nati,
all'università de La Sapienza...
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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