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Natura 27 gennaio 2009 · lettura 1 min · 1338 letture

Infanzia selvaggia

Atteone 56 poesie pubblicate
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Ambulacri di raggi ritorti nella forra dei cuori traditi mentre afona deflagra la verde chioma della libertà e stormi di ombratili auspici traghettano anime di legno sulla selva incorrotta della Malinconia. Ira di fate violate ed Elfi in marcia contro la rovina d' Empatia, Centauri di boschi remoti e di Arpie inumane orde Silfi leggiadri e Titani avanzano verso il Ritorno per lavare lo smembramento di Amadriade esiliando dal Domani il mercimonio demonico delle zolle del mio Senso. Le acque della Spensieratezza evaporano nell'Hýbris di Ruspe vanagloriose e nella panica corsa di ginocchia sbucciate rimembro il nido immacolato della mia infanzia selvaggia.
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Stanno tagliando il bosco dove sono cresciuto. La mia poesia è dedicata a questo scempio.

L'autore
Atteone

www.lucidicieli.blogspot.com

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Commenti (5)

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Amara27 gennaio 2009

...il bosco è un luogo magico... orribile dissacrarne il canto... addolorata che una così bella poesia... scaturisca da un così brutto evento...

Mario Bugli27 gennaio 2009

A parte il condivisibile grido di dolore per lo scempio che sta avvenendo con il taglio del bosco... questa poesia travalica il concetto, assumendo toni di lirica, molto ma molto bella, meritevole di essere letta e riletta con particolare attenzione.

Cuccu Anna Maria27 gennaio 2009

Nella panica corsa di ginocchia sbucciate rimembro il nido immacolato e incantato della mia infanzia selvaggia. Quel bosco fonte di giochi e di fantasie dell'infanzia magari popolato da elfi, fauni, fate, gnomi e Dei Panici, personaggi che fanno parte dell'immaginario infantile, sta per venire distrutto da mani umane e scavatrici meccaniche. Resteranno soltanto i ricordi. Molto profonda e intensa. Letta con emozione. Tanto apprezzata.

Frammento27 gennaio 2009

...si regala la terra al cemento e questo rende bene l'idea di come l'uomo oggi abbia una visione distorta delle cose... Bella e condivisa

Rosy Marchettini28 gennaio 2009

Che bella poesia! Versi intensi che penetrano la pelle, si arriva a percepire la tristezza, il dolore e la rabbia dell'autore per lo scempio che si sta per compiere. Peccato che gli alberi non abbiano voce, le loro grida riempierebbero il suolo italiano Applausi, Atteone, da questo Grande Teatro Piaciuta ed apprezzata tantissimo e condivisa in ogni suo verso