Vecchia quercia
Aggrappata su ernia di terra tumefatta
maestosa dominava la valle una vecchia quercia,
corteccia a pelle di coccodrillo ferito,
tronco come obeso che ritrae a stretta di cinghia
pancia allo specchio
-I lunghi rami muschiati, dalla cima che sfidava il cielo
s'inarcavano al suolo, obbligando inchini
a chi s'addentrava in abbraccio di frescura
cupa mai doma al sole incarognito di mezzogiorno
-A primavera, diveniva condominio affollato d'animali,
festanti in svariati canti ritmati da salti
e batter d'ali, allerta di gatti e bimbi
che percepivano la fine del rigore d'inverno
e l'apertura a giochi vagabondi, di libertà
mentre per gli anziani era biblioteca e con mano
a taglio di fronte archiviavano nelle gemme un altro anno
-Ne aveva contati di secoli la vecchia quercia
e chissà quanti umori di esseri catapultati al mondo
senza che l'avessero chiesto e delusi
del gioco baro della vita, costretti al dovere
d'andare fino in fondo, sapendo che il traguardo
era severa punizione ma lei sempre pronta a confortare
tutti con la sua ombra, oppure con fruscìo a incoraggiare
timidi amori inceppati a far partire il primo bacio
-Ne Aveva sfidate di tempeste e fulmini
dei quali portava fiera indelebili segni,
era stata rifugio e aeroporto di partenze di migranti
e quanti arrivederci, croci al cielo divenuti addii
-Un giorno sentii una motosega e poco dopo enorme tonfo,
morì l'ultimo testimone d'infinite storie mai dette
-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Maria Valentina Mancosu27 ottobre 2016
Stupisce che un componimento di cotante immagini stupende di vita non fosse stato commentato prima d'ora! Veramente bravo!
