Amado mio
Lascerò la tua poltrona accanto alla mia
i tuoi libri sullo scaffale
e quell'ultimo, lasciato aperto alla pagina centotrè...
ma non ci sarai tu sulla poltrona
a stringermi la mano
nelle lunghe sere d'inverno
a guardare la tivù
e a lanciarmi sguardi immensi
che senza parole
parlano di noi.
Continuerò a parlarti di figli e nipoti,
ti sentirò arrivare in ogni alito di vento...
ma non saranno i tuoi passi
a risuonare sulle scale
né la tua voce
a rispondere alle mie domande:
solo mormorio di foglie
e agitarsi d'ali.
Sarai ovunque e sarai in me
sarai là ad aspettarmi...
ma non sei più qui
a farmi compagnia.
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L'autore
Paola Surano
Sono nata a Busto Arsizio , dove svolgo la professione di avvocato. Scrivo poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ho “avuto il coraggio” di togliere le mie poesie dal cassetto una quindicina di anni fa, sulla spinta del gruppo “Scrittodonna” attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove mia figlia maggiore
Commenti (1)
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Paolo Eroli31 gennaio 2009
c'e' molto rimpianto nei tuoi versi... ancora aleggia il ricordo e insieme la malinconia per una presenza cara che non è piu' li'...versi sentiti e pieni d'amore. Bella Poesia!
