Monocorde d'annata di donna
Antonio Sammaritano
134 poesie pubblicate
+ Segui

Tetti spioventi illesi dal prodigio
si scrollano la neve inutilmente.
Son certi di non poter essere lapidi
di quell'abito bianco
e la catastrofe che poi ne seguì.
In agonia lucida e cosciente,
bramerebbero se non altro l'ultima cena,
magari col medesimo veleno
addolcito da quattro cucchiaini
mai consumati nei pallidi caffé;
ma solo una volta tra le viscere d'un letto,
odor di pelle e frasi da manuale
da uno che penzolò dal proprio tetto,
ben stretta al collo la lingua e il suo denaro.
Morir su loro senza decomporsi
in gocce fredde,
uguali all'odore di freschi giornali,
a voci lontane di buondì,
ché già a questo hanno provveduto.
Abbozzi d'uomini in pensione
preparano le bocce per la gara;
sanno da secoli
che non serve la vittoria
a evacuar lo scroto
per amar la moglie
che di stupori ebbe tre caparre.
Sugli anni suoi
come scrivanie,
il suo reclamo giace
come il cornuto che si piace
perché lo sa, perché glielo dice.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Antonio Sammaritano
Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
