Ode al conto corrente
Luciano Tarabella
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Ancora morte, ancora distruzione,
ancora odio, ancora inquinamento...
Bimbo, ti fermi? Pensaci un momento,
ricordati dell'uso di ragione!
Ti senti furbo invece sei coglione,
guardi per terra, ignori il firmamento,
ti dai alla carta straccia e sei scontento
perché ti rendi schiavo e mai padrone.
Poi parlano di crisi di valori!
Lo credo, se ti butti al dio Quattrino
per forza, a lungo andare, vai di fuori!
E quando, alfine, arriverà la morte,
buttato, alla rinfusa, in magazzino
a che ti servirà la cassaforte?
Anzi, bisognerà che ti accontenti
di stare appiccicato ai meno abbienti
visto che lì non fanno distinzioni
se ce l'avevi o no tanti milioni.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (3)
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V
Vera Bianchini2 febbraio 2009
Una poesia sagace, ironica, ben scritta. La rima aggiunge classe al significato.
Mauro2 febbraio 2009
Molto molto interessante, l'argomento è di attulità e la rima che tanto adoro, condisce la miscela con sapienza. Molto apprezzata.
Antonella Bonaffini2 febbraio 2009
Ironia frizzante quest'oggi ci regala il poeta... Molto, molto carina. Letta piacevolmente ed apprezzata!


