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Riflessioni 2 febbraio 2009 · lettura 2 min · 982 letture

Compianto in agonia della mia terra

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Marcello Caloro 81 poesie pubblicate
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Dall'utero immerso tra i due mari dove le Cheradi rocciose a baluardo dei marosi s'ergon ed in essi si specchian quando Ionio si placa a Tramontana e sui prati di gorgonie i pini marittimi si rifletton e la costa mossa cela all'occhio cale di linda sabbia fine io nacqui. Non potei allattare alle mammelle gonfie d'albe consacrate a Clio che videro i legni Elleni baciare i raggi obliqui sulla rena ne ai tramonti accesi da Erato cantati che ispiraron gli animi più puri ne attinsi dalla luna ad Eros tanto cara più di quella d'altri stellati cieli. Culla d'erba umida tra i monti m'accolse lì mi nutrì di bruma e pioggia di pallidi soli mi scaldai appena. Torno a volte alla mia amata madre tra i seni vuoti il capo porgo e gli occhi elevo al cielo le labbra non suggono che il nulla le iridi non scorgon che grigiore. La sabbia ora sbiadita più non riluce dell'isole all'orizzonte non v'è che l'ombra. O Taras condotto dal delfino di questa genitrice tu per primo godesti la bellezza ormai smarrita.
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