In morte di un clochard
Hanno detto di te
ogni sorta di cose
-tutte vere:
hai rubato e finto fame,
hai vissuto di elemosine
tradito per un tozzo di pane.
Hai deriso e disprezzato
inveito e minacciato.
Hai vissuto alla giornata
e dormito in vagoni di treno
in scatole di cartone;
sei fuggito
dagli uomini e da te stesso
dal mondo hai preso le distanze:
ma guardando la vita con occhi
trasparenti
hai goduto di tutto e di niente
del filo di fumo del falò
che ti scaldava d'inverno,
d'un fiore sbocciato
d'una stretta di mano,
delle stelle luccicanti:
e la luna ti si è fatta amica
e compagna
nelle notti d'estate
mentre guardavi il mare
e avresti voluto partire.
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L'autore
Paola Surano
Sono nata a Busto Arsizio , dove svolgo la professione di avvocato. Scrivo poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ho “avuto il coraggio” di togliere le mie poesie dal cassetto una quindicina di anni fa, sulla spinta del gruppo “Scrittodonna” attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove mia figlia maggiore
Commenti (1)
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Paolo Eroli5 febbraio 2009
si tratta di una vera lotta di vita... fatta con il bisogno di andare avanti... nonostante tutto... ma pur nell'abbandono queste persone( perche' tali sono) non chiedono altro che continuare a vivere... Bella poesia! Bei versi !
