L'esule
Dagon Lorai
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presto
sarò trasmigrato
distante e nefasto
da edule che sono
le lacrime pervadono
gli occhi
ma versarle
darebbe sale
alle ferite.
Nelle materne gesta
di chi mi abbraccia,
trovo refrigerio dal
deserto
di quesa isola
pregna della mia
malinconia.
L'erba qui cresce
con flemma
e i colori
sono quasi insopportabili,
il mare
presto
cemento sarà
e il mio cuore
lo saguirà.
Gli insetti sono più che adiurni
e il vento si raffredda in fretta,
il mare si raffredda in fretta,
io mi raffreddo in fretta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Dagon Lorai
"Mio padre mi faceva viaggiare molto e la musica ci seguiva ad ogni spostamento.La mia creatività e da ricondurre a lui,a mio padre che ha sempre raccontato storie curiose e dal fascino fiabesco". D.Lorai
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