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Riflessioni 7 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1445 letture

Zonzo

Antonio Sammaritano 134 poesie pubblicate
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A zonzo ci si va perché esiste chi è felice, chi resta nel mezzo, chi è tanto triste. Fortunatamente un pezzo di disgrazia occupa perlomeno tutti e l'equilibrio sulla fune camuffata non cade: sarebbe la tragedia perché la sedia di un bel soggiorno avrebbe un compito ben poco gradito. A zonzo si va per vedere gente imbacuccata di segreti e di cambiali, di cannocchiali che fanno il loro meglio ché oltre un sogno umile non possono andare. Sorridono, a volte, uomini e donne, ma mai ci vedi in parecchie facce un'espressione equa; e i bambini sono i testimoni che i giocattoloni, quelli all'avanguardia, sono promesse mantenute solo col cuore di qualche genitore che ha perso tutto, incluso un buon affare e i segreti di cui parlavo prima, eccetto le cambiali mai firmate. Ci rispecchiamo in loro, o forse no, meglio che sulle vetrine dei negozi, dove alcuni saldi non li trovi. In fondo domani è lunedì, il capo di nani e di giganti.
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L'autore
Antonio Sammaritano

Antonio Sammaritano nasce a Mazara del Vallo nel 1960 dove è sempre vissuto.Separato, ha due figlie che adora: Clara (la prima a cui sottopone in visione i suoi lavori) e Giulia. Dopo l’esperienza universitaria inizia ad insegnare in forma privata Matematica e informatica di base. Oltre alla letteratura ama dipingere,

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Commenti (1)

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Angela7 febbraio 2009

Si avventurano nel mondo diverse tipologie di persone, una fetta di vita inutile spetta a tutti ed equamente viene divisa dal destino. Ciò accade senza che vengano meno parvenze di perbenismo che occupano posizioni di privilegio fasullo. A zonzo anche noi ci confrontiamo con coloro che stanno peggio e col sorriso mascherano delusioni subite o fatte subire a chi in loro aveva riposto le puerili attese. Un nuovo giorno verrà dando inizio a tutto ed al contrario di tutto speranze realizzate attendono dietro l'angolo. Tutta l'incertezza palpabile in questa poesia trova nella chiusa una possibilità di riscatto pur in quel futuro da distribuire equamente tra nani e giganti si legge nel vocabolo "In fondo" un respiro di sollievo e una certezza.