Mi leghi i polsi

Saprò dimenticarti
alla velocità dei sogni,
quando non sarai
fiato e battito.
Sei piuma e vento,
orgoglio e batticuore,
sei bruma che consuma
e ingoia la scogliera.
Io sulla sabbia nuda,
bagnata e irreversibile,
piango come una vergine
violata dai Tuoi occhi.
Frantumi e m'innamori,
mi ricomponi e m'ami,
io come creta liscia,
io tra le Tue mani.
Finimmo che pioveva,
sulle ginocchia, il cielo,
io ed il mio carceriere
che non mi slega i polsi,
l'assenza, la freddezza,
se la mia carne chiama
il bacio della frusta,
forse Ti amo ancora.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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Carla M Casula5 ottobre 2009
Sono versi fluidi e marcatamente espressivi che catturano l'attenzione del lettore come una calamita. Straordinariamente incisiva la strofa d'epilogo. Apprezzatissima! Piccolo capolavoro da conservare...
