Recisa
Inconscio...
dolce amico, delle mie sofferenze
compagno della mia solitudine
lacrime di questo martoriato corpo
gioia di quell'esile respiro...
in vita tiene
l'unica mia speranza
sorridere di nuovo alla vita
con essa camminare
sul sentiero di un oggi
che non ho...
forse di un domani
che ansima e scalpita
dentro di me
prigioniera di un destino...
negato alla vita
cinico e fedele alla morte.
Volontà di giovinezza
essere tua amica
ergerti a mio unico giudice
non conoscendo
dall'esperienza della stessa vita
che tu non sei mia...
ne io tua
ma entrambi figli
della stessa madre
la vita che da...
la morte che toglie...!
Recisa...è
la dimensione del mio immenso
da te che non sei niente
sommo giudice
di vita e di morte
tu uomo...
il nulla ...il niente...?
del suo solo Immenso...!
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Commenti (1)
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Lina Maria Cino10 febbraio 2009
All'Immenso chini, Al SUO volere proni ma non prigionieri, che libertà e vita ci diede da quando fummo nel mollame di nostra madre, Ci Volle LUCE MA NON PREDESTINATI AD ESSERE RECISI, ma PICCOLI UOMINI O PSEUDO GRANDI DECISERO ALTRIMENTI, a noi l'incognita dei duplici pensieri, la verità stà nella pietà o nell'eroica rinuncia? il mio respiro resta sospeso, i perché dell'umanità li leggeremo un giorno alla FONTE, LA MIA è UMILE CONSIDERAZIONE, I RINGRAZIAMENTI AL POETA
