Sonetto
Son steso sul divano a mente sgombra
e parlo senza freno già da un'ora:
sto raccontando di temere l'ombra
di quel passato che mi pesa ancora.
Tu taci, come sempre, e la penombra
sfida il tuo volto, quasi lo deflora
e io mi perdo ché la mente adombra
nuova visone magica e sonora.
Tu canti a labbra chiuse ed io ti sento,
non te n'importa un'acca del mio pianto
per cui decido, taccio! e non mi pento.
Il tempo in fondo passa e io m'incanto
come ceppo che arse ed ora è spento
pensando a chi mi regalò il rimpianto.
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B
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (2)
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Paolo Eroli12 febbraio 2009
una poesia che nella sua introspezione fa vivere ancora il rimpianto per un amore vissuto e che ora è in folle... una chiara ricerca di amore ...Bei versi... bella poesia!
Veleno12 febbraio 2009
Dolce e decisa, calma ma arriva al segno... un deciso pensiero, un deciso sentire. Piaciuta moltissimo

