Muta, evaporando colpe
a vessillo delle attese
porto un lento incedere di passi
perché si fermi il tempo
tu mi arrivi, silente nella muta
d'un rosso che spicca
in quest'inverno sporco
e t'attorcigli alle caviglie
apro le mani, t'accolgo nel tremore
spoglia -ormai- di squame
cadute, evaporando colpe
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L'autore
Zima
Commenti (5)
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Mirella Crapanzano21 febbraio 2009
Soffermarsi a catturare anche solo un'emozione è fiato, è respiro di un cammino... bellissima poesia!
Amara21 febbraio 2009
...l'ho particolarmente sentita... percepita emotivamente forte... mi è tanto piaciuta...
Luciano Tarabella21 febbraio 2009
Versi asciutti, espressivi, forse ermetici che arrivano al lettore come aria smossa dal ventaglio delle tue emozioni per farsi stupita ammirazione.
Giuseppe anfortas Guidolin21 febbraio 2009
immagini originali e incisive che con misteriosa e sottile forza evocativa lasciano emergere stupore, sorpresa, intimo sconcerto... attimi di meraviglia che sfumano incerti nel fondo dell'anima... molto suggestiva
G
Gabriella Cantoni21 febbraio 2009
Mutar le squame, perderle...è rinascita... Sono mille le mie interpretazioni e mi piacerebbe raccontarle, ma... forse può bastare attorcigliarsi alle caviglie snelle di questi splendidi versi...




