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Ribellione 21 febbraio 2009 · lettura 1 min · 4981 letture

Pagine di sangue

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Un grido, forse soltanto un grido, prima di esalare quel respiro che non sapevi ti lasciasse andare. Un urlo soffocato dal destino di nuvole passate lì per caso. Giorno qualunque, il tuo lavoro, vita di sempre. Ma non era di sempre era la fine. E te ne sei andato, lasciandoti cadere tra la polvere dell'odio. Nessuno, tranne te, potrà spiegare al mondo la rabbia d'un pomeriggio gelido d'inverno che t'annunciava, quasi beffardo, che il soffio dell'eterno era in agguato a prenderti la vita. Che resta adesso, se non il sangue impastato al vento di quel cielo fino allora limpido e sereno, dove la terra ne conserverà il ricordo, dove le lacrime non basteranno mai a cancellarne il segno? Lì, dove in quel punto, si sente acre l'odore del tuo sangue, mentre pregherai solo d'essere ascoltato, perché non si può morire così in uno stadio, tra le assurde pagine d'un gioco.
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A ricordo dell'Ispettore capo della Polizia di Stato "Filippo Raciti", morto in servizio durante gli incidenti scatenati da parte degli ultras catanesi, contro la polizia, alla fine del derby siciliano di calcio Catania- Palermo il 2 febbraio 2007.
Perché... non si debbano mai più verificare questi massacri per un gioco!1 febbraio 2012
L'autore
Rita Minniti
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Commenti (6)

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Cuccu Anna Maria21 febbraio 2009

No, non si può morire così in uno stadio dove si dovrebbe andare ad assistere a una manifestazione sportiva... no, non dovrebbe scorrere sangue... una morte assurda. Apprezzata.

Danielinagranata22 febbraio 2009

Questa poesia mi ha toccato nel profondo essendo una tifosa e una frequentatrice dello Stadio è una vergogna... ore che dovrebbero essere di gioia si trasformano in ore di angoscia e si macchiano di sangue... il calcio non è più quello di una volta... oggi non è più sano... fà paura andarci ...poesia scritta molto bene fà meditare e riflettere la conservo e aspetto di vedere l'autore o l'autrice... e intanto me la conservo

Carlo Fracassi20 marzo 2009

Quando uno stadio diventa un circo con belve feroci finisce il gioco e tutto diventa pura follia ed inumana barbarie. Molto apprezzata!

Duilio Martino2 febbraio 2012

Toccante lirica che ...risulta molto attuale... alla luce di recenti fatti di cronaca. Dedica doverosa a chi svolge il proprio lavoro credendo di dare un contributo fattivo alla società e che invece dalla stessa società spesso viene stroncato... senza una ...pleusibile ragione. Apprezzatissima!

Pierangela Fleri2 febbraio 2012

No... Non si puo' morire per uno stupido goco, che trasuda circolo vizioso di sporco denaro... Lo sport dovrebbe essere espressione di talento e il tifo ammirazione per chi lo esprime. E' atroce assistere a simili scempi e una vita che finisce come scrive l'autrice, non si puo' morire in uno stadio tra le assurde pagine di un gioco... E' indicibile il dolore e la rabbia che questi splendidi versi lasciano dentro...

Maria Rosa Cugudda3 febbraio 2012

lirica dalla tematica di grande valore sociale colma di sentimento per seminare il bene e di disdegno nei confronti di chi invece distrugge l'esistenza di persone innocenti, meritata dedica!